La Dichiarazione di Ottawa per la messa al bando delle mine anti-persona

Inoccasione della conferenza stampa tenutasi ieri a Roma per iniziativa dell Cri, è stata resanota la “Dichiarazione di Ottawa per la messa al bando delle mine anti-persona”. Il documentoè stato preparato dalle delegazioni di 50 Paesi, 8 Agenzie ed organizzazioni internazionali e24 Paesi osservatori, riunitisi a Ginevra nel maggio 1996.Il testo definitivo, approvato lo scorso 5 ottobre, ha come titolo ‘Verso la globale messa albando delle mine anti-persona’. La dichiarazione individua i seguenti obiettivi: “i costi estremiin vite umane derivanti dall’uso delle mine richiedono un’azione urgente da parte dellacomunità internazionale; gli Stati devono adoperarsi per incoraggiare l’adesione universale alleproibizioni o restrizioni sulle mine antipersona; gli Stati colpiti dalle mine devono interrompereogni nuovo utilizzo di esse, in modo da assicurare l’efficacia delle operazioni di bonifica”. Inparticolare, il documento auspica: “la conclusione di un accordo internazionale legalmenteobbligante per la messa al bando delle mine; la riduzione progressiva del nuovo utilizzo diesse; l’appoggio di una risoluzione Onu che richieda a tutti gli Stati membri di mettere in atto,al più presto, moratorie, messe al bando o restrizioni nazionali”. Una nuova conferenzagovernativa per la firma del trattato di messa a bando delle mine antipersona, potrebbe tenersiin Canada nel dicembre 1997. La campagna è sostenuta in Italia da un coordinamento di 45associazioni, tra cui Aifo, Gesuite Refugee Service, Caritas Italiana, Mani Tese, Nigrizia.