Lo ha affermato il card. Roger Etchegaray, Presidente del Pontificio Consiglio dellaGiustizia e Pace, in un’intervista rilasciata oggi a Radio Vaticana, in vista del Vertice Mondialesull’alimentazione, che si terrà a Roma dal 13 al 17 novembre. Il cardinale ritiene le sanzionieconomiche tra le cause della fame nel mondo. Esse, “imposte ad alcuni Paesi, finiscono colcolpire proprio i settori più poveri, specialmente nella possibilità di accedere al cibo, aimedicinali ed alle cure sanitarie”. Il card. Etchegaray richiama a questo riguardo la posizionedel card. Angelo Sodano, Segretario di Stato. “Si dovrebbe creare un meccanismo chepermetta un controllo indipendente ed effettivo delle conseguenze umanitarie delle sanzioni eche stabilisca poi dei correttivi di tali effetti. Le sanzioni non devono essere un mezzo di guerrao di castigo di un popolo; esse devono rimanere un mezzo temporaneo di pressione suigoverni e devono sempre essere accompagnate da un dialogo tra le parti. Ma, se colpisconoindiscriminatamente la popolazione civile, risulta evidente che non possono essere giustificate.Se le sanzioni colpiscono la sicurezza alimentare di una nazione, significa che è in causa undiritto fondamentale delle persone. Si creerebbe così la paradossale situazione di misure chedovrebbero difendere i diritti umani, violando tuttavia il diritto all’alimentazione di interecomunità”.Il card. Etchegaray ha ricordato inoltre che “nel mondo più di 800 milioni di persone non hannoaccesso ad un quantitativo di cibo sufficiente” ed ha espresso l’auspicio che il Vertice di Roma”possa mettere maggiormente in risalto che il diritto alla nutrizione è diritto fondamentale diogni persona”.