Inizia domani il 9° Simposio del Consiglio delle Conferenze episcopali europee(Ccee), sul tema “Religione: fatto privato e realtà pubblica. La Chiesa nella societàpluralistica”. All’incontro, che si concluderà il 27 ottobre, partecipano complessivamente 80vescovi nominati dalle rispettive Conferenze episcopali, alcuni vescovi di Paesi che non hannola Conferenza episcopale, 10 laici, 10 sacerdoti, 10 religiosi e i componenti della Commissionepreparatoria. “L’idea di questo simposio – ha detto al Sir don Aldo Giordano, segretario delCcee – risale ad in incontro tenutosi a Varsavia nel 1994, a cui hanno partecipato vescovi diPaesi ex comunisti. In quella occasione, i vescovi hanno notato che i Paesi dell’Est stavanovivendo in modo diverso l’esperienza religiosa: in passato, essa era stata messa ai margini,’privatizzata’, per così dire, dal potere politico; poi, con l’avvento della democrazia el’introduzione del sistema libertario di tipo occidentale, si è verificata un’altra forma diprivatizzazione: la cultura moderna e post-moderna tendono infatti a relegare nel privatol’aspetto religioso. Insomma, l’Est anche in questo assomiglia ormai sempre più all’Ovest”.Don Giordano ha anche sottolineato il ruolo che in questo scenario europeo può essere svoltodal progetto culturale orientatato in senso cristiano. “Il cristianesimo – ha detto – è un fatto’interessante’ per l’Europa di oggi, a livello culturale e politico. Ma, per mostrare questo,dobbiamo riuscire a tradurlo in un progetto culturale che vada al di là delle parole. e cheillumini invece una visione antropologica dell’uomo. In questo senso, il progetto culturale è lacapacità di ricavare dall’evento cristiano categorie culturali in grado di costruire una precisavisione dell’uomo e della società in cui vive”.