“L’Europa habisogno di un’anima. Ed è ciò che la Chiesa cerca di dare al mondo. Ma per poter far questobisogna essere radicati in Dio”. Lo ha detto il card. Miroslav Vlk, presidente del Consiglio delleConferenze Episcopali Europee, intervenendo ad un convegno internazionale che si è svoltoieri a Roma sul tema “Comunicare: confrontarsi per ritrovarsi nell’Oltre”. La posta in gioco, neldialogo interreligioso, è “la ricerca comune della vera felicità dell’uomo e del suo ineffabilemistero”, ha osservato l’abate Luigi Rottini, dell’Ordine cistercense. “Non basta il dialogoverbale – ha aggiunto il Lama Ghesce Ciampa Ghiatso – occorre comunicare con cuore caldo,sentirci parte di un’unica famiglia, avere rispetto gli uni degli altri”. Secondo l’Iman Mahmud, idue ostacoli principali al dialogo interreligioso sono la violenza e la non conoscenza reciproca:”Dobbiamo conoscerci reciprocamente per avere un amore consapevole e sincero”, haspiegato il responsabile della Moschea di Roma. In questa prospettiva, l’associazione no-profit”Worldbrothers”, che in questo incontro si è presentata alla stampa, ha elaborato il progetto diavviare tre centri interculturali polivalenti da insediare a Roma (S. Croce in Gerusalemme),Milano (Abbazia di Chiaravalle) e in Umbria (Santuario di Foce d’Amelia).