Questo è l’interrogativo che ha fatto da sfondo da IX Simposio internazionale dell’episcopatoeuropeo, la cui relazione fondamentale è stata tenuta da mons. Karl Lehmann, vescovo diMagonza e presidente della Conferenza episcopale tedesca. E’ nell’epoca moderna che si èinsistito sulla privatezza della religione, ma non bisogna dimenticare che “la scissione dellaChiesa all’inizio dell’epoca moderna ha causato l’esclusione della domanda sulla verità dallefondamenta della società favorendo, tramite la pluralizzazione delle confessioni, anche ilpluralismo ideologico dell’epoca moderna”. Riflettere sul pluralismo è dunque un imperativoper le Chiese, tenendo conto che la liberazione della Chiesa “dal molteplice dominio dei poteritradizionali, sociali e statali ritrovando se stessa, ossia conquistando la libertà”, significa anchenello stesso tempo essere relegati “in un settore indeterminato. La Chiesa abbandona lospazio e il campo della rivendicazione pubblica e viene infine rimessa alla sfera del privato edella pura interiorità”. In questo senso, ha fatto notare Lehmann, “la religione viene classificatautilitaristicamente e funzionalmente nel sistema globale della vita sociale”, con il rischio che “laChiesa diventi solo un’azienda di servizi per le domande ultime oppure un’azienda del terziarioper abbellire i momenti importanti della vita”.