Applicazione della realtà virtuale perinterventi di riabilitazione e una sedia a rotelle interamente in fibra di carbonio (come le bici deicampioni) che dimezza i pesi attuali: sono tra le principali novità presentate al congressointernazionale “La riabilitazione oltre il 2000”, in corso a Roma per ricordare i 40 anni dellamorte di Don Carlo Gnocchi. La Fondazione che porta il suo nome opera in Italia in unacinquantina di sedi e assiste centinaia di migliaia di persone con handicap e problemiriabilitativi. Nel messaggio inviato al presidente mons. Angelo Bazzari, il Papa ha richiamato ilpercorso di don Gnocchi e della sua Fondazione che ha iniziato oltre 50 anni fa assistendo imilitari e i loro piccoli “mutilatini”. Anche il card. Carlo Maria Martini, intervenuto ai lavoriquesta mattina, ha sottolineato la “stupenda carità” fiorita dall’incontro, avvenuto in donGnocchi, “tra la croce e l’umano”. “Speriamo – ha aggiunto – di poter vedere questo preteambrosiano riconosciuto nella schiera ufficiale della Chiesa dei santi, quasi profeta per nuove,inenarrabili opere di carità”. Negli stand scientifici del congresso sono presenti sistemicomputerizzati prodotti dalla Fondazione con avanzate tecniche di indagine e riabilitazione.”Questi sistemi – dice il presidente mons. Bazzari – vengono acquistati da decine di universitàe centri di ricerche straniere”.vrdr2646SIR – 25/10/96 – mons. chiaretti. “anche all’interno del mondo cattolico occorre più dialogo”. E’quanto afferma mons. Giuseppe Chiaretti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve,nell’esortazione pastorale rivolta in questi giorni alla sua diocesi, sul tema “Ecumenismo edialogo interreligioso”. Mons. Chiaretti, che è anche presidente del Segretariato Cei perl’ecumenismo ed il dialogo, ricorda che non solo ‘ad extra’ ma anche ‘ad intra’, cioè “nelmondo cattolico, vi possono essere difficoltà di rapporto o diversità – tra clero e laici, traparrocc hie e aggregazioni laicali, tra le stesse aggregazioni – che fanno problema. Occorreperciò sviluppare, anche in questo ambito, il dialogo, per conoscersi meglio, riconoscere edaccogliere con gratitudine i ‘carismi’ diversi, alimentare un vero spirito di accettazionereciproca, crescere armoniosamente nella legittima pluralità di espressioni. Dobbiamo almenoimparare ad amare, stimare, accogliere, aiutare il gruppo o la parrocchia degli altri, così comeamiamo, stimiamo, accogliamo, aiutiamo il nostro gruppo e la nostra parrocchia”. “Occorre parimenti – osserva l’arcivescovo – sollecitare i cattolici a non emarginarsi da soliall’interno della società, con il non partecipare ed il non collaborare alle iniziative sociali,culturali e scolastiche, facendo così mancare un apporto importantissimo alla crescita dellasocietà e questa autoesclusione è un male per tutti, comunque venga motivata”.