Card. Vlk: “Fede cristiana e vita delle Chiese non sono un fatto privato” (2)

Ilcard. Vlk ha anche richiamato la necessità di “un’unità profonda degli uomini con Dio e traloro, un’unità che si chiama koinonia, communio. Ciò che è proprio del cristianesimo non è unmodo di operare, ma una Persona: Gesù Cristo. Lui i cristiani devono testimoniare se voglionodare il loro contributo specifico all’umanità in ricerca. Così essi diventano identificabili. LaChiesa non deve farsi prendere dalla tentazione illusoria di voler rinnovare se stessa e lasocietà mediante mezzi puramente umani. Essa, piuttosto, può servire la persona e la societàessendo sempre di più e sempre meglio ciò che è nel disegno di Dio. Questa è latestimonianza e il servizio da rendere all’Europa di oggi, tanto nelle antiche quanto nellenuove società democratiche con le loro strutture pluraliste. Un tale pluralismo rappresenta unfatto sociale rispetto al quale nessuno vuole fare marcia indietro. Non deve tuttavia essereassolutizzato: l’accedere a tante possibilità di libertà non garantisce affatto che si siainteriormente liberi dall’angoscia e dalla colpa. La fede personale – ha detto il cardinale -rimanda alla comunità dei credenti e da essa viene sostenuta. Ciò esclude una riduzioneindividualistica e falsa della fede. Vivendo veramente nel mistero della ‘communio’ su cui sifonda – ha concluso il cardinale – la Chiesa diventa il germe di trasformazioni sociali e politichenella vita dei popoli europei. Quando la Chiesa si rinnova a partire dal suo cuore, diminuisce ilpericolo che essa sia confusa con un potere sociale e politico o erroneamente interpretatacome ‘società perfetta’”.