E’ questa,secondo il direttore dell’Istituto “Rezzara” di Vicenza mons. Giuseppe Dal Ferro, la prospettivache ci attende di fronte alla società di domani che sarà “senza confini”, cosa già virtualmentepossibile oggi con Internet, e al tempo stesso segnata dal “ritorno al particolare”. Durantel’incontro della “Settimana sociale dei cattolici trevigiani” nei giorni scorsi hanno parlato ancheil filosofo Enrico Berti e l’economista Ignazio Musu. “La crisi dello Stato nazionale – ha dettoBerti – non significherà la fine della politica, perchè l’uomo è un animale politico che non puòfare a meno della città, della polis”. E secondo Musu, temi quali l’Europa, una nuovaconcezione del “mercato”, il divario nord-sud costituiscono le sfide principali che ci attendono.”I cattolici – ha detto tra l’altro – debbono aprire un dibattito serio sul mercato, che, se benregolato, è un meccanismo di cooperazione volontaria”. La “nuova cittadinanza”, temagenerale della “Settimana sociale” di Treviso, sta mettendo in luce un dato: l’uomo di domanitenderà sempre più verso una dimensione universale della propria esistenza, ma anchesentirà il bisogno di un ritorno alla proprie “radici” sociali, culturali e religiose. “Se ciabbandoniamo completamente all’universale – dice Dal Ferro – perdiamo la nostra identità; machi non è radicato, sradica”.