Focsiv e Caritas sul massacro in corso nello Zaire

“Tutti gli operatori umanitaristanno lasciando la regione di Kivu in seguito ai combattimenti tra Banyamulenge e soldatizairesi”. E’ quanto fanno sapere i responsabili della Federazione Organismi Cristiani ServizioInternazionale Volontario (Focsiv). “Per lo stesso motivo – continua la Focsiv – 250.000profughi, in gran parte burundesi, hanno lasciato la zona per dirigersi verso Bukavu. I dodicicampi che li ospitavano adesso sono vuoti. Gli attacchi al campo di Rumingo del 13 ottobrehanno causato la morte di 150 persone e l’esodo di altre 20.000, tra burundesi e rwandesi. Daparte del governo zairese – continua la Focsiv – non é seguito alcun intervento, motivo per cuila popolazione locale, non sentendosi protetta, ha evacuato la zona”.Anche la Caritas Italiana ha diffuso oggi un comunicato in cui si legge che “nonostante leevacuazioni di stranieri, i missionari, fedeli al loro mandato, restano a fianco dei poveri”. LaCaritas ricorda che “fermare la guerra è un impegno che va al di là di ogni aiuto immediato” echiede “al governo dello Zaire di esercitare un controllo effettivo sui soldati; al governo di Kigalidi cessare ogni forma di aiuto alla guerriglia banyamulenge e di garantire l’accesso agli aiutiumanitari a Goma; all’Onu ed all’Unione Europea di attivare tutti i mezzi efficaci di pressionepolitica ed economica su Zaire, Rwanda e Burundi affinché si siedano seriamente al tavolodel negoziato e della pace duratura”.