“Il ‘Servizio Volontarioeuropeo’ (Sve) varato dalla Commissione Europea e, per l’Italia, dalla Presidenza delConsiglio dei Ministri, Dipartimento per gli Affari Sociali, seppure interessante come ‘azionepilota’, pone una serie di interrogativi”. Lo affermano i responsabili della FederazioneOrganismi cristiani di servizio internazionale volontario che raccoglie 32 Ong operanti nelsettore della cooperazione allo sviluppo. “Il programma – continua la Focsiv – per il quale ilCommissario Cresson ha ottenuto uno stanziamento di 15 milioni di Ecu, interessa solo i 15Paesi dell’Unione Europea e dunque la sua è una solidarietà ‘con i confini’. E poi questoprogetto ha per destinatari giovani dai 18 ai 25 anni che difficilmente potranno integrarsi in 6mesi o al massimo un anno entro crude realtà di disagio”.”I facili entusiasmi – ricorda la Focsiv – creano pericolosi tonfi: ragazzi di quell’età sonovulnerabili se non adeguatamente formati e accompagnati, Tra l’altro, non è richiesta loro unaprofessionalità specifica; essendo i potenziali volontari disoccupati,” la Focsiv si chiede “chevolontario sarebbe chi, non avendo altro da fare, si improvvisasse tale con l’avallo delleistituzioni. E poi il Sve non sostituisce il servizio militare alternativo” nè “si è tenuto conto, nellasua elaborazione, dell’esperienza delle Ong che da anni operano nel settore”.