“Nell’esperienza quotidiana – continua l’articolo di Civiltà Cattolica – vediamo che non sipuò dare un senso alla vita se non si fanno scelte definitive che richiedono un impegnocostante anche in situazioni conflittuali, non risolvibili col puro e semplice appello alla bontànaturale ed alla fiducia in Dio”. Occorre dunque “reagire alla povertà di una psicologia chetende a ridurre l’uomo a schemi, a oggetto misurabile e manipolabile, di un’etica che tende afar coincidere il giudizio sulla persona con l’universale astratto delle valutazioni oggettive”.Invece, ha “un ruolo importante una psicologia attenta a tutte le dimensioni dell’umano” per”riflettere sui criteri di una spiritualità psicologicamente sana e, in particolare, di fronte aiproblemi del clero cattolico, cercare strumenti utili per passare da un discorso generale sulcelibato all’analisi delle condizioni da cercare perché esso possa essere compreso e vissuto inmodo costruttivo per sè e per gli altri”.”Di fronte all’uomo della società opulenta – conclude l’articolo – abituato ad avere tutto e subito,ma spesso soggetto alla delusione ed all’angoscia, la persona consacrata, che conserva tutti isuoi limiti, non è chiamata propriamente ad essere anzitutto un modello di equilibrio psichico omorale ma testimone di una speranza che rimane ferma nonostante ogni esperienza contraria,nonostante i sacrifici e le rinunce ineliminabili dal cammino verso la realizzazione piena delRegno”.