E’ quantoafferma mons. Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta, in una nota che apparirà sul prossimonumero del Sir in occasione della Giornata nazionale delle Migrazioni che si celebrerà il 17novembre. “Ecco l’uomo – dice mons. Nogaro – sento la sua presentazione naturale ecoinvolgente, quando guardo lo straniero che mi incrocia per prendermi la mano. Non si puòpermettere che uno pianga e che nessuno raccolga le sue lacrime. Anche l’immigrato è Gesùche benedice il mio volto perché gli sono fratello sulla strada della vita e dell’avvenire”.Secondo mons. Nogaro, la scelta di riportare i clandestini nel loro Paese utilizzando volicharter “mette sgomento ed angoscia”. L’itineranza – secondo mons. Nogaro – è invece”affermazione d’identità umana. E’ la volontà di andare oltre la ricerca di lavoro, di libertà e difuturo. L’emigrazione non si può fermare”. Per essa “non esistono i muri ed i confini, esistonosoltanto i ponti. E se non ci sono, vengano costruiti”.Secondo mons. Nogaro “le misure di polizia da sole non possono risolvere il problemamigratorio perché per i forestieri gli incentivi del Paese di approdo sono sempre più forti degliostacoli che li vogliono dissuadere ad andarci. C’è il mondo migliore che chiama”. Una politicasaggia e prudente dovrebbe” saper “accogliere l’immigrato come fondamentale integratoresociale”.