Questa la domanda posta dauno dei convegni che si stanno svolgendo a Roma nell’ambito dell’incontro interreligioso per lapace organizzato dalla Comunità di S.Egidio. “Si deve a Giovanni Paolo II l’evoluzionenell’informazione religiosa avvenuta negli ultimi anni. – ha detto il vaticanista Giancarlo Zizola,intervenuto al convegno – La stampa lo ricorderà a lungo per aver favorito il superamento diantiche barriere tra il Vaticano e l’opinione pubblica. E’ anche grazie a lui che l’informazionereligiosa è passata da un clericalismo in funzione della Chiesa ad un grande pluralismo”.Jean-Claude Petit ha raccontato la sua esperienza alla guida del mensile francese diinformazione religiosa “L’actualité religieuse”: “Da 40 anni – ha detto Petit – pubblichiamoquesto mensile di informazione religiosa diffuso in 106 paesi. Ci occupiamo delle chiese localie negli ultimi tre anni abbiamo moltiplicato il numero degli acquirenti”. Ciò significa, ad avvisodi Petit, che c’è interesse per questo genere di informazione, a patto che essa sia”un’informazione sempre più professionale e competente”, rispettosa delle minoranze, attentaa tutte le religioni e al dialogo interreligioso, sensibile alle testimonianze della gente. “Ilpubblico – ha spiegato Petit – non vuole più l’informazione arida fornita dalla burocraziareligiosa, vuole sapere come vivono i testimoni della fede”.