“Il dialogo non silimita ad incontri formali ma alla vicinanza dei credenti nei diversi modi di stare insieme perpregare”, ha detto mons. Michael Fitzgerald, segretario del Pontificio Consiglio per il dialogointerreligioso, aprendo il convegno su “il dialogo tra le religioni: un bilancio”, che si è tenutonell’ambito dell’incontro interreligioso “La pace è il nome di Dio”, organizzato in questi giorni aRoma dalla Comunità di Sant’Egidio. “E’ solo l’incontro che genera la vita. – ha fatto eco TairyuFurukawa, direttore di un tempio buddista in Giappone – Questo vale nel buddismo ma anchein tutte le altre fedi religiose. Al contrario, l’intolleranza e l’egocentrismo creano esclusione”. Ilpastore Hanns Kerner della Chiesa bavarese ha parlato di “un pensiero nuovo di convivenzadelle religioni. Nei Paesi dove avviene un vero dialogo interreligioso, la convivenza generafrutti significativi e cambiamenti nella stessa struttura e comprensione delle varie religioni”.Secondo il presidente del Centro islamico di Nuova Delhi, Wahiduddin Khan, “l’integrazione èun dialogo non dichiarato. Uomini diversi tra loro si parlano, imparano le lingue, lavoranoinsieme, si conoscono, si aiutano. Questo è il dialogo pratico, dove il conflitto intellettuale el’intolleranza religiosa sono respinti e sono sostituiti dalla libertà religiosa”.