Unanota del Sir, che sarà diffusa domani, analizza gli esiti del Vertice mondiale sull’alimentazione.”Si può discutere – si legge nella nota – se l’obiettivo di ridurre da 800 a 400 milioni il numero dichi soffre la fame sia un obiettivo realistico o semplicemente cinico, ma di fatto il veroproblema è se i ‘singoli governi’ sapranno svolgere il ‘ruolo primario’ che necessariamente lorospetta, anche per potere mettere a frutto gli aiuti della comunità internazionale. Che questo siail punto lo dimostrano i due eventi che più sono risaltati in occasione di questo controversovertice: il dramma di un milione di persone, in fuga biblica tra Rwanda e Zaire, e gli interventidi Fidel Castro. Sia pure in termini diversissimi tra loro, tali eventi sono il segno che il grandeproblema della fame e del sottosviluppo è dovuto in larga parte, oltre che a meccanismieconomici, all’intreccio perverso della politica, al sommarsi degli effetti del malgoverno localecon gli interessi geo-politici delle grandi potenze e delle grandi forze economiche, in unreciproco gioco di pesanti condizionamenti”. Ecco perché, prosegue la nota, “intervenendo alvertice, il card. Sodano, a nome della Santa Sede, ha sottolineato quattro punti: il rispetto diogni persona umana, la solidarietà, l’universale destinazione dei beni della terra ed infine lapromozione della pace. A ben guardare non c’è nulla di astratto in questi principi. Ma c’èl’indicazione di un percorso che possa dare una svolta ai rapporti internazionali”.