Bioetica al servizio della “pastorale per la vita”

Le sfide dell’ingegneriagenetica “aprono una vicenda del tutto nuova nella storia dell’umanità, quella del controllo deiprocessi procreativi a livello singolare e a livello demografico mondiale”. Lo ha detto mons.Elio Sgreccia, direttore dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica, aprendo oggi a Roma ilconvegno su “Evangelium vitae: principi bioetici e mediazioni pastorali”, organizzatodall’Istituto internazionale di Teologia pastorale sanitaria “Camillianum”. Di fronte al”paradosso” per cui il pensiero laico apprezza l’insegnamento del Papa, ma “combatteaspramente i suoi insegnamenti sui temi della sessualità, della procreazione e della difesadella vita”, gli operatori pastorali sono chiamati a delineare una “pastorale per la vita”pienamente integrata in quella ordinaria, capace di “evangelizzare, celebrare e promuovere lavita nei suoi momenti critici”. “Il nostro impegno nel campo dell’etica della vita e della salutenon si limita unicamente a essere ‘guardiani della legge’, ma piuttosto si attua attraverso unatteggiamento umano che mira alla crescita della persona”, ha affermato padre AngeloBrusco, dell’Istituto Camillianum, spiegando che occorre collaborare con la persona in cerca diaiuto affinché “diventi capace di trasformare la difficoltà morale in occasione di crescita umanae spirituale”.