Il contributo della Chiesa italiana al dialogo tra Cuba e Santa Sede

“Anche laChiesa italiana ha contribuito alla ripresa dei rapporti tra Governo cubano e Chiesa cattolica”.Lo ha affermato mons. Gervasio Gestori, vescovo di San Benedetto del Tronto, Ripatransonee Montalto, presidente, dal 1990 allo scorso settembre, del Comitato Cei per gli aiuti caritativial Terzo Mondo.”In questi anni, grazie all’otto per mille – ha affermato mons. Gestori – la Chiesa italiana tramiteil Comitato, ha destinato alla popolazione di Cuba circa 18 miliardi e 500 milioni di lireutilizzati soprattutto per l’acquisto di medicinali e materiale didattico per le scuole. Ho avutomodo di incontrare personalmente rappresentanti della Chiesa cattolica e del Governo diCuba: tutti hanno sempre manifestato apprezzamento per la trasparenza degli interventi e peril rispetto profondo della Chiesa italiana verso il loro Paese. Hanno preso atto che non c’era enon ci sarà mai altro interesse che il bene della singola persona e della comunità, aprescindere da scelte politiche, culturali e religiose”.Proprio a partire da questo riconoscimento, che si é ripetuto nel tempo, aggiunge il Vescovo “si può dire che la Chiesa italiana ha fatto e continuerà a fare con impegno la sua parte percontribuire alla fecondità dei rapporti tra Governo cubano e Santa Sede. Nello storico incontrotra Giovanni Paolo II ed il presidente Fidel Castro si é avviato un dialogo ed il Papa intervienecon grande rispetto dell’interlocutore e altrettanto amore della verità. Il popolo e, in particolare,i cattolici di Cuba, hanno ora nuovi motivi di fiducia e speranza nell’affrontare i gravi problemidel Paese, dovuti anche all’embargo economico che dura da molti anni”.