Lo ha detto al Sir Stefano Rivolta, Presidente della Gioventù Operaia Cristiana (Gioc),commentando la vicenda di un dodicenne di Bari, finito in coma a seguito di incidenteaccaduto mentre lavorava in un cantiere. “Questo ennesimo episodio – afferma Rivolta -suscita scandalo per diversi motivi. Intanto per l’età del ragazzo: a dodici anni, non si trascorrela giornata lavorando in un cantiere ma a scuola. E viene da chiedersi come mai per tantigiovani sia così semplice assentarsi da scuola. C’è poi la questione dello sfruttamento dellavoro minorile: si tratta di un sistema illegale ancora molto diffuso e di enorme gravità; dai datidell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo), risulta che lo 0,4% dei lavoratori italiani ècomposto da minori, circa 300.000 ragazzi e ragazze, concentrati soprattutto nel meridione”.”Ci sono anche altre considerazioni – aggiunge Rivolta – che valgono in generale per tutti ilavoratori. E’ il caso delle norme sulla sicurezza. La legge 626 deve ancora avere pienaattuazione; essa prevede una responsabilità congiunta del lavoratore e del datore di lavoro.Non è difficile realizzare tutto questo nelle grandi aziende, mentre si incontrano molte difficoltànelle piccole. Perciò la Gioc sta conducendo un’inchiesta nazionale sulla sicurezza nei luoghidi lavoro e si occupa di svolgere un’azione informativa. In questo senso, è sempre piùimportante agire insieme al sindacato”.