“Di fronte allereiterate proposte di liberalizzazione, legalizzazione, depenalizzazione delle droghe leggere ènecessario evitare semplificazioni, demagogia e mistificazione”. L’affermazione è di don MarioPicchi, presidente del Ceis, e comparirà nel prossimo numero della rivista dei medici cattoliciOrizzonte Medico. “Siamo contrari ad ogni criminalizzazione”, continua Picchi, ma occorretener conto che “nel nostro Paese l’uso di certe droghe leggere è stato ed è tuttorapropedeutico all’uso di quelle più pesanti”. Di qui l’invito a “non sottovalutare il problema,evitando ogni sperimentazione ingiustificata e pericolosa”. Il primo impegno, secondo ilpresidente del Ceis, è quello della prevenzione: “di fronte alle droghe, pesanti e leggere, c’èbisogno di un nuovo umanesimo”. Non si tratta di demonizzare le sostanze, bensì “di capire,non per giustificare, ma per aiutare, attraverso la prevenzione e la riabilitazione”. Ladistinzione tra droghe leggere e pesanti è “un problema ancora aperto”, fanno notare MarioEandi e Carlo Della Pepa, dell’Università degli Studi di Torino, “sia per l’introduzione sulmercato legale e illegale di nuove sostanze di origine sintetica, sia per la modificazione dellemodalità di assunzione che possono determinare nuove forme di dipendenza”.