Guzzi (Radiorai): “Il servizio pubblico deve rispondere alla domanda di qualità”

Intervenendo oggi all’incontro dell’Unione Superiori Generali, in corso ad Ariccia sul tema dellacomunicazione, il giornalista e conduttore radiofonico ha ribadito che “c’é un popolo italianoche é saturo di banalità e di volgarità ed é compito del servizio pubblico corrsipondere alle sueesigenze”. Guzzi che da più di dieci anni conduce trasmissioni quotidiane di dialogo con ilpubblico per RadioRai, ha aggiunto che “una linea di ‘qualità’ spirituale e, quindi tecnica, puòampiamente ripagare anche sul piano dei numeri”.Dopo il 1995, ha affermato, “una avvilente caccia ai giovani e un demagogico abbassamentodel livello culturale delle trasmissioni, perseguiti da direttori sempre più incompetenti, ha fattoabbassare di molto l’ascolto radio nella fascia serale di Radio Due”.”L’uomo – ha detto ancora Guzzi – ha bisogno urgente di ritrovare un senso pieno, umano,della comunicazione. I mass media non possono sopperire a questo bisogno, se non in parte.Non devono comunque contribuire a recludere le persone nell’orizzonte mass-mediologico,ma piuttosto lavorare ad una loro progressiva disalienazione. L’uomo ha bisogno di vitacomunitaria, la comunicazione totale sta invece creando un mondo di persone noncomunicanti tra loro. L’uomo ha bisogno di respiro mentre ogni giorno i media ci scaraventanoaddosso le immagini e le parole di un mondo incomprensibile e violento. L’uomo ha bisogno digioia, i linguaggi televisi invece oscillano tra la stupidità e l’orrore. L’alternativa che ci vieneproposta tutti i giorni é questa: o ci dovremmo divertire ‘da morire’, fino a morire come uominipensanti fino a vergognarci e a nausearci di noi stessi, oppure ci dovremmo angustiare amorte dinnanzi ad un male che il più delle volte ci viene rappresentato come ineluttabile evincente”.