I suicidi dei due ragazzi di Macerata: “Dove erano gli adulti?”

L’interrogativo édi suor Maria Grazia Caputo, presidente del Vides internazionale (Volontariato internazionaledonna educazione sviluppo), organismo non governativo che opera da anni nell’ambito deldisagio giovanile, intervenendo sulla vicenda del ragazzo di 17 anni che sabato scorso si èucciso dopo il suicidio della ragazza che amava. “Per fuggire dalla solitudine alcuni giovaniproiettano tutto verso qualcosa o qualcuno, che può essere il cantante famoso o, in questocaso, l’amore per la ragazzina e – dice al Sir, suor Caputo – quando capita l’evento tragico ècome uno specchio che va in frantumi: con la perdita dello ‘specchio’ si distrugge anchel’identità del ragazzo. I giovani devono trovare invece un gruppo o delle persone adulte diriferimento che li coinvolgano e li aiutino a riscoprire le loro personali energie”. Secondo suorCaputo ai giovani sono offerte oggi numerose opportunità da parte delle varie istituzioni(scuola, famiglia, ecc.) ma non viene presentata loro l”una concezione positiva e serena dellavita”. Infatti “ogni proposta diventa fine a sé stessa e ogni istituzione non fa altro che scaricarele responsabilità sull’altra, non si pensa mai di verificare la crescita integrale della persona,non si cerca mai di intervenire attraverso un lavoro comune. Ciascuna istituzione richiede algiovane un comportamento diverso, frammentato, che non aiuta a costruire una personacompleta”.