“Tutta la retorica della partecipazione nata neglianni settanta é ormai tramontata, gli stessi organismi creati allora hanno vita stentata edifficile” eppure “c’è una necessità ancora maggiore di partecipazione libera e responsabile”.E’ quanto si afferma nella nota che appare sul prossimo numero del Sir a riguardo delleelezioni del 10 e 11 novembre per il rinnovo degli organi collegiali della scuola.”E’ importante andare a votare – continua la nota – perchè é un modo concreto per esprimerevolontà di cambiamento, per dire un no convinto alla burocrazia, al formalismo, alle tante inutiliparole ed al vizio antico e radicato del modo italico di gestire le pubbliche istituzioni, chefinisce per conculcare le ragioni dei più deboli”.”II malessere che c’é nella scuola – prosegue la nota – riflette un senso di incertezza più ampioche si percepisce nel corpo sociale e che può essere curato con interventi di riforma”. Ma leriforme non bastano, deve finire “la anacronistica discriminazione nei confronti della scuolalibera” ed occorre creare “un sistena educativo veramente pluralistico che non mortifichi letante energie che in Italia sono investite nell’educazione e nella scuola”. Non é un caso,conclude la nota, che “anche in occasione di queste elezioni si sia mobilitata una rete diassociazionismo e volontariato che ha in larga parte una matrice cattolica”.