Non tutelare la vita dei figli equivale ad abbandonarli

Non è una novità, etantomeno un “concetto “rivoluzionario”, come hanno scritto i giornali, la sentenza della primasezione civile della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di una madre contro ladecisione della Corte di Appello di Milano che aveva dichiarato l’adottabilità delle sue duefiglie. Il giudizio è di Francesco Santanera, dell’A.n.f.a.a. (Associazione nazionale famiglieadottive e affidatarie), per il quale “c’è lo stato di abbandono, se non si soddisfano le esigenzemateriali e morali dei bambini”. La vicenda presa in esame dalla Suprema Corte è quella diuna madre tunisina che, per sfuggire agli assistenti sociali, si era gettata dalla finestraassieme alle due bambine di otto e sei anni ed al maschietto di pochi mesi. Il piccolo era mortoe la madre era rimasta paralizzata, meno gravi le due bambini che però erano state dichiarateadottabili; a distanza di cinque anni la donna, guarita, avrebbe voluto riavere le sue due figliecon sé, ma la Cassazione gliele ha negate per “comportamento omissivo”, inconciliabile conl’esercizio del diritto-dovere dell’essere genitori. “Questi – commenta Santanera – sono attimolto gravi, che vanno molto più in là della situazione di abbandono: una madre che attentaalla vita dei propri figli è totalmente incapace di provvedere ai loro bisogni”.