Saulle: “Per gli immigrati, diritti pari a quelli dei cittadini”

E’ quanto chiedeMaria Rita Saulle, ordinario di diritto internazionale presso l’Università ‘La Sapienza’ di Romain un’intervista rilasciata al Sir in occasione della Giornata nazionale delle Migrazioni che sicelebrerà il 17 novembre. Secondo Saulle, l’immigrato “può essere riconosciuto a tutti gli effetticome equiparato ad un cittadino” ma “deve anche contribuire al sistema fiscale. E’ a questecondizioni che si deve applicare il principio di non-discriminazione”. Secondo Saulle continuaperò a sussistere una notevole disparità di situazioni: “vi sono settori, ad esempio quello dellecollaborazioni domestiche, che sfuggono a qualsiasi controllo fiscale” e, analogamente, “nonpuò tacersi lo sfruttamento da parte di taluni datori di lavoro che in vari settori non riconosconoal lavoratore alcun diritto”.Saulle afferma inoltre che si va facendo strada la nozione di rifugiato per motivi economici. “Sitratta di una persona che abbandona il proprio Paese perché non è più in grado di godere deidiritti economici fondamentali: lavoro, previdenza sociale, casa e così via. Sul pianointernazionale è in atto una certa tendenza al riconoscimento di questa figura, sia a livello didottrina che nel comportamento delle maggiori organizzazioni internazionali. L’art. 10 c. 3 dellanostra Costituzione apre uno spiraglio in questo senso: esso prevede di dare asilo non solo airifugiati per motivi politici ma anche a quelli per motivi economici, in quanto privi delle libertàdemocratiche. Ma, a più di 50 anni dalla sua entrata in vigore, questi diritti non sono ancorastati definiti per legge”.