Sostenere l’agricoltura per vincere la povertà dei popoli poveri

“Il pianod’azione che la Fao adotterà nel prossimo Vertice mondiale sull’alimentazione, in programmaa Roma dal 13 al 17 novembre, dovrà porre con forza la questione di un nuovo e diversomodello di sviluppo”: è il parere di Albino Gorini, segretario generale della Fisba (laFederazione dei braccianti agricoli Cisl, che aderisce all’Icra, Associazione internazionalecattolica rurale) sentito dal Sir in vista del summit mondiale. Secondo Gorini, in campo agricolooccorre non solo puntare alla valorizzazione di tutti gli uomini, ma soprattutto “rivedere gliattuali modelli culturali” aiutando il riequilibrio tra le generazioni che operano in agricoltura esostenendo l’associazionismo e il diritto alla contrattazione, specie nei paesi più poveri. Ilproblema della povertà e del sottosviluppo si pongono a seguito dei crescenti squilibri trapopoli ricchi e popoli poveri – aggiunge Gorini – e quindi “urgono misure di politica commercialeutili ad incrementare la produzione agricola e i redditi da esportazione dei Paesi in via disviluppo”. Tra le ricette concrete che al vertice Fao potrebbero essere prese inconsiderazione, secondo Gorini c’è quella di trovare adeguate modalità per fornire a chi lavoranon solo la terra ma anche la professionalità necessaria e le conoscenze del mercato, in modoche le relazioni commerciali permettano cammini di crescita della micro-imprenditoria agricola.