E’ quantoafferma, in un’intervista sul prossimo numero del Sir, mons. Bernardo Bududira, vescovo diBururi e presidente della Conferenza episcopale del Burundi. “L’odio tribale – secondo mons.Bududira – non esisteva prima dell’intervento dei partiti: nessuno nasce con l’odio dentro. Voioccidentali – osserva il vescovo – avete un genio per semplificare le cose: o questo o quello:Hutu da una parte, Tutsi dall’altra. Nei fatti non è così. Quando sono nati, i partiti non avevanoprogetti sociali accettabili: il loro scopo era conquistare il potere o mantenerlo e si sonoappoggiati per questo sull’esasperazione del senso dell’appartenenza tribale. Ma non tutticondividono questa esasperazione. Ci sono Hutu e Tutsi che vivono insieme come prima, esperiamo che siano loro a darci la risposta”. Secondo mons. Bududira, inoltre, la decisione diapplicare l’embargo “è uno sbaglio di dimensioni enormi”. Esso dovrebbe servire a “fermare icombattenti; ma le armi arrivano dall’Occidente anche senza permesso”. Inoltre, a “soffriredell’embargo sono i poveri e i bambini. L’embargo mostra la debolezza dell’Occidentenell’analisi della situazione e nella pianificazione di interventi appropriati”. Anche laConferenza episcopale francese, riunita in assemblea a Lourdes, ha diffuso oggi unmessaggio di solidarietà per la situazione nello Zaire.