“I ‘bigotti’ della scuola di Stato hanno paura della parità tra scuolastatale e scuole libere”. E’ quanto afferma, riprendendo una definizione di Luigi Sturzo, donMichele Pennisi, vicario episcopale per la pastorale culturale della diocesi di Caltagirone.Commentando l’abrogazione, avvenuta ieri, dell’emendamento alla Finanziaria che proponevala parità nella scuola, don Pennisi osserva che “si parla tanto di entrare in Europa e sichiedono pesanti sacrifici ai cittadini, ma non si è ancora in grado di garantire una effettivalibertà di scelta in campo scolastico”. Don Pennisi ricorda quanto disposto dal ParlamentoEuropeo già dal 1984 e afferma che “questa fondamentale libertà civile non è effettivamentegarantita in Italia per tutti, dato che non tutti, a causa di impedimenti di natura economica,sono messi in grado di scegliere liberamente. Unico caso in Europa, l’Italia non garantisce pariopportunità né agli studenti né ai genitori che sono costretti a far frequentare ai figli una scuolastatale monopolizzata non di rado da minoranze vocianti e violente che in nome di una falsapluralità impediscono un vero pluralismo. Non si tratta di difendere la scuola cattolica inopposizione a quella di Stato ma di salvaguardare la libertà di educazione e di insegnamento.Tra le ‘grandi riforme’ non basta progettare l’autonomia della scuola statale ma è necessariaanche la piena parità emendando, se necessario, anche la Carta Costituzionale”.