“Intendiamo far sentire anche la nostra voce nel dibattito in corso a livello politico,parlamentare e culturale, sulla legalizzazione di droghe ‘falsamente’ leggere”: così AngelaCrivelli, della presidenza nazionale dell’A.Ge. (Associazione Genitori) motiva l’intervento sultema proprio nel momento in cui la pressione per la legalizzazione sembra essersi fattamassima. “Tutti i genitori di figli morti per sfinimento da droga e i giovani ‘recuperati’ nellecomunità terapeutiche testimoniano che il primo passo è stato il gioco di curiosità, fumando lospinello in compagnia, rassicurati che non causava dipendenza – dice la dott. Crivelli – Poi peròil gioco prosegue con altre sostanze, con mix micidiali”. L’A.Ge. a questo riguardo, nel propriopronunciamento, è chiara: “La legalizzazione – afferma l’associazione – ridurrà alcunecomplicazioni sotto l’aspetto giuridico ma invoglierà ad un tempo un maggior numero diragazzi a fare il primo passo”. Con il chè, si chiede la dott. Crivelli, “credono davvero queipolitici che la propongono come rimedio che ‘il giro’ rinunci ai propri lucrosi guadagni?”. Adavviso dell’A.Ge., pertanto, occorre che lo stato rifiuti la logica del “proclamare il diritto di farequello che si vuole”, perchè in questo modo si incoraggia anche “la distruzione di se stessi edegli altri”. In particolare con le droghe ciò è provato da medici e tossicologi che denunciano leconseguenze degli atteggiamenti “tolleranti” verso sostanze eccitanti e psicoattive.