Occorre una legge per la messa al bando delle mine antipersona, che vietiinequivocabilmente l’uso, la progettazione delle mine e il trasferimento di tecnologie”. Lo hadetto Nicoletta Dentico, del Coordinamento nazionale della campagna per la messa la bandodelle mine, intervenendo oggi a Roma ad una conferenza stampa sul problema. “Lafavorevole congiuntura internazionale – ha aggiunto Dentico – venutasi a creare grazie alsuccesso della conferenza svoltasi ad Ottawa” in Canada dal 3 al 5 ottobre 1996 “rendeindilazionabile, per il nostro Parlamento, l’approvazione di una legge”. Occorre chiarire che”l’Italia rinuncia definitivamente alla produzione ed esportazione di tutte le mine, provvedendoallo smantellamento dell’arsenale in dotazione allo stesso esercito italiano”. Secondo Dentico,il dibattito parlamentare in corso su alcuni disegni di legge in materia, “deve focalizzarsi sualcuni punti: la definizione di mina antipersona; la trasparenza sulla quantità delle mineantipersona in dotazione all’esercito italiano, vincolata sinora al segreto di Stato; i fondi per lariconversione delle aziende; la possibile revoca delle licenze concesse nel passato alleaziende”. Il Coordinamento della campagna riunisce 136 enti locali e 42 associazioni divolontariato. Nel mondo ci sono 119 milioni di mine attive in 71 Paesi. Esse causano unavittima ogni 20 minuti, 2.000 vittime al mese, 26.000 ogni anno.