Siconclude oggi a Milano la Conferenza mondiale per una politica dell’informazione italianaall’estero, organizzata dalla Presidenza del Consiglio, dal Ministero degli Esteri e dal Consigliogenerale degli italiani all’estero. Secondo mons. Luigi Petris, direttore dell’Ufficio per lapastorale degli emigrati italiani della Fondazione Cei-Migrantes, “la Conferenza ha volatotroppo alto, dimenticando di proporre soluzioni concrete per risolvere i problemi che affliggonola stampa italiana all’estero”. Primo fra tutti il problema delle risorse: “Le testate cheaderiscono alla Federazione della stampa italiana all’estero (Fusie) sono 170 e ricevono dalloStato un contributo di soli due miliardi, che è stato stabilito ormai dieci anni or sono e mai piùrivalutato”. Mons. Petris fa rilevare, inoltre, che “questo congresso mondiale è statoorganizzato senza coinvolgere affatto la Fusie, che viene sistematicamente esclusadall’elaborazione di progetti e proposte per gli italiani all’estero”. Ad avviso di mons. Petris, “ilvoto degli italiani all’estero è determinante perché essi possano avere maggior peso nelledecisioni ed essere ascoltati di più, anche sui problemi dell’informazione”. Tuttavia, secondo ilresponsabile della Migrantes, “il Ministro degli Esteri Lamberto Dini, nel suo discorso allaConferenza, si è limitato ad elencare una serie di obiettivi, tra cui quello del voto, ma non haindicato delle tappe precise per raggiungerli”. I cittadini italiani all’estero sono quasi 5 milioni(dati Migrantes al 31/12/94). Gli oriundi sono decine di milioni.