Pena di morte: “Una questione che va oltre ogni confine di stato”

E’ quantoafferma p. Michele Simone, capodirettore de la “Civiltà Cattolica”, in un’intervista sul prossimonumero del Sir in cui si prende in esame il caso di Joseph O’Dell, che dovrebbe esseregiustiziato mercoledì prossimo negli Stati Uniti.A chi sostiene che la pena capitale sia una questione di mero diritto interno, p. Simonerisponde che “sul tema dei diritti umani non esistono frontiere”. Prendendo atto che “sullapena di morte esistono interpretazioni contrapposte secondo le diverse tradizioni culturaligiuridiche” il gesuita afferma che “in questo caso non si tratta di una battaglia di principio”quanto “di esigere, secondo la legislazione statunitense, che, a causa del nuovo ‘ragionevoledubbio’ insorto dopo la sentenza, l’esecuzione sia sospesa, per non scoprire, a cose fatte, cheun innocente è stato giustiziato, contraddicendo il fine per il quale il giudice si assume laresponsabilità di una sentenza”.Tutto questo, evidenzia una “difficoltà” legata “all’attuale ‘clima’ esistente negli Stati Uniti e inaltri Paesi occidentali”. “Infatti – aggiunge p. Simone – interpretando un diffuso atteggiamentodei cittadini, i mass-media americani passano sotto silenzio il caso. E’ penetrata nellacoscienza e nella prassi una concezione della democrazia secondo cui l’unica cosa darispettare è la procedura. Di fatto, però, ogni legame con i valori della persona umana passasempre più in secondo piano, per cui se la maggioranza è disinteressata al caso O’ Dell, lapubblica autorità se ne disinteressa. E’ ‘la ‘deriva’ entro cui si trova oggi l’Occidente”.