Lo ha detto al Sir p. Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio per la pastorale degliimmigrati esteri in Italia e dei profughi della Fondazione Cei Migrantes, commentando ildisegno di legge sull’immigrazione che il Consiglio dei Ministri si appresterebbe a discuteresecondo quanto ha detto ieri il ministro Livia Turco. “L’integrazione degli immigrati già presentinel nostro Paese – osserva p. Mioli – è uno dei tre capisaldi del progetto di legge organicasull’immigrazione di cui da tempo si parla; gli altri due sono: la programmazione dei flussimigratori e il controllo alle frontiere. A questo secondo aspetto è legata la tematica delleespulsioni, per le quali sembra sarà possibile presentare ricorso. Dunque, la questionedell’integrazione, rappresenta forse l’obiettivo più ‘facile’ da raggiungere e comunque quello sucui c’è più ampio consenso da parte di tutte le forze politiche. Quanto alla programmazione deiflussi, essa è senz’altro opportuna, ma non deve comportare una chiusura totale; devonoinvece rimanere delle ‘fessure’, che scoraggino l’immigrazione clandestina. Molte aspre,invece, dovrebbero essere le posizioni assunte nei confronti di chi sfrutta il drammadell’emigrazione; al contrario, l’irregolarità non dovrebbe essere considerata ‘reato’. A questopunto – conclude p. Mioli – occorre però avere mano la ‘bozza’ che sarà discussa dal Consigliodei Ministri: solo così sarà possibile giudicare se questi obiettivi sono raggiungibili o meno”.