“Il perdono ha due facceinseparabili: il perdono ricevuto e il perdono dato”: così il biblista Bruno Maggioni hacommentato il messaggio del Papa per la XXX Giornata mondiale della pace. “Estendere ilperdono al fratello – ha proseguito Maggioni – è decisivo quanto ricevere il perdono di Dio”. Ma”il perdono di Dio è un perdono esigente”, che “non permette all’uomo di vivere con duelogiche differenti e contrastanti: da Dio a me il perdono, da me al fratello la stretta giustizia”. Ilperdono come “volontà di condono” o come “capacità di non considerare le offese” è “è troppopoco” per la logica del Vangelo: “Lasciar correre non è perdonare: è disinteresse per l’altro, èelemosina, non invito alla riconciliazione e alla reciprocità. Lasciar correre non è un perdononella verità”. Il perdono evangelico, ha sottolineato il biblista, è invece il “sentirsi responsabiledell’altro. Questo significa che l’amore per il nemico segna la differenza fra il Vangelo e ilmondo, il cristiano e il pagano. Non si aspetta il ravvedimento del nemico per poi amarlo, malo si ama già da prima. Se si desidera il suo ravvedimento – e per questo si prega – è perché cisi sente responsabili nei suoi confronti”.