E’quanto scrive il card. Vinko Puljic, Arcivescovo di Sarajevo, in una lettera, inviata tramite laNunziatura Apostolica, ai vescovi delle conferenze episcopali di Rwanda e Zaire. “Nelle ultimesettimane e mesi – scrive il cardinale – i media in Bosnia hanno dato notizia degli spostamentiforzati di individui e gruppi” in Rwanda e Zaire, “dovuti alla loro origine etnica. A causa deiconflitti” in corso in questi Paesi, “migliaia di civili innocenti stanno vivendo terribili orrori emancano dei mezzi elementari di sussistenza”. L’Arcivescovo di Sarajevo confronta lasituazione di questi Paesi con quella della Bosnia-Erzegovina. “Durante i conflitti armati nelnostro Paese, dal 1991 al 1995, – scrive – si è avuta non una guerra civile, come generalmentehanno detto i media, ma una guerra per il ‘territorio etnico’ e noi Cattolici, insieme a tutti gli altricittadini, abbiamo vissuto orrori simili a quelli perpetrati in Rwanda e Zaire”; per questo, ne”condividiamo la sofferenza ed il dolore”. Il cardinale esprime anche “disappunto nei confrontidella comunità internazionale che ha reagito troppo lentamente nell’azione di salvaguardia esostegno della popolazione civile sofferente. Preghiamo – conclude il cardinale – per unasoluzione giusta e non violenta” di tali “problemi sociali ed etnici e esprimiamo solidarietàcristiana con la comunità cattolica” di questi Paesi.