Il Ministero diGrazia e Giustizia, su proposta della Segreteria di Stato del Vaticano, ha nominato donGiorgio Caniato ispettore dei cappellani degli istituti penitenziari. Don Caniato coordineràl’attività degli oltre 250 cappellani delle carceri italiane. Sostituisce mons. Cesare Curioni,deceduto nel gennaio scorso. Don Caniato ha cominciato a prestare servizio nelle carceri nel1955 e, fino ad oggi, è stato cappellano nel carcere di San Vittore. E’ stato protagonista dinumerose battaglie a difesa dei diritti dei detenuti e per promuovere l’ “umanizzazione” dellepene carcerarie. Si ricorderanno le sue prese di posizione contro la pena di morte e control’art.41 bis sulla detenzione dei mafiosi.”Bisogna passare da una concezione punitiva della pena – ha dichiarato al Sir don Caniato -ad una concezione positiva. La pena non deve servire a castigare il condannato, ma adobbligarlo a ricostruire ciò che è stato distrutto con il reato”. Don Caniato è critico anche conl’uso che è stato fatto della carcerazione cautelare con i detenuti di Tangentopoli: “L’uso diquesto strumento – ha dichiarato al Sir – è andato oltre quanto previsto dal codice e di questosistema soffrono le conseguenze anche molti imputati comuni”. A San Vittore Don Caniato haassistito spiritualmente molti imputati eccellenti, tra cui lo stesso Gabriele Cagliari, che sisuicidò tragicamente in cella nel 1993.