Migrantes: “Nel destino dei migranti, quello del Bambino di Betlemme”

L’editoriale dell’ultimo numero della rivista “Migranti Press” osserva che “anche il 1996 sichiude riversando sull’anno a venire la sua fiumana di gente in cammino, senza patria e senzaprospettiva di approdo. Solo relativamente lontano, perché la tv annulla le distanze, continua aconsumarsi il dramma del Rwanda e in parte del Burundi: folle immense in fuga, strade comealvei di un fiume umano che dilaga per centinaia di chilometri, disseminando cadaveri dibambini, donne e anziani. Ci si muove sotto l’incubo della fame, dell’epidemia, tanto simile allaspada di Erode. Più vicino a noi, i ‘sans papier’ hanno cessato di fare notizia; ma non c’è postoper questa gente ingombrante a Parigi, come non c’era posto a Gerusalemme al tempo delprimo Natale per altra gente ingombrante. Anche in casa nostra, è capitato che 248.000immigrati, appena emersi dalla clandestinità, rischiassero di esservi risommersi in massa,grazie alla manovra insabbiatrice di oltre 7.000 emendamenti di una leggina che si sforzava ditenerli a galla. Anche Gesù – si legge ancora nella nota – aveva diritto di nascere a Nazareth,in casa sua. Ma no, la ragion di Stato o ragion di Impero, il calcolo politico di un Grande checomandava da lontano non doveva consentirgli di nascere in pace. Eppure, anche fuori patria,fuori casa, dentro la grotta, è stato intonato il vero inno alla pace che dura nei secoli.Auguriamo – conclude la nota – che per questo Natale anche il mondo smemorato di fine 1996ricordi che il Bambino della grotta è solidale con tutti, ma in particolare con chi condivide cosìda vicino la sua sorte”.