Mons. Antonelli: sono soprattutto i laici i protagonisti del progetto culturale

“Dare sostegno ai laici perché sappiano esprimere la fecondità della fede nella cultura e nellavita familiare e sociale”. E’ questa, secondo il segretario generale della Cei, mons. EnnioAntonelli, la finalità principale del progetto culturale, della cui “ricezione” il vescovo traccia unbilancio in un’intervista al Sir, dando anche un giudizio complessivo sull’attività pastorale dellaChiesa italiana nel 1996. “La pastorale – fa notare Antonelli – deve mirare a formare cristiani ecomunità cristiana capaci di evangelizzare. Cristiani di robusta spiritualità e viva coscienzamissionaria; comunità ecclesiali fraterne, inserite nel territorio, presenti anche nei mezzi dicomunicazione sociale. Se si attua concretamente una dinamica di evangelizzazione, ilGrande Giubileo sarà non solo una commemorazione storica della nascita di Gesù Cristo, maun incontro vivo con Lui presente nella storia e divenuto quasi visibile nella carità dei suoidiscepoli”. Il segretario generale della Cei giudica “molto positiva e incoraggiante”l’accoglienza riservata al progetto culturale dai laici non credenti, che “hanno dichiarato la lorodisponibilità a collaborare, soprattutto per quanto riguarda la elaborazione di un’etica pubblicaidonea a promuovere la pacifica convivenza in una società pluralista”.