Perché le figure virtuali dell’orrido affascinano i giovani?

Il sociologo MarioPollo, commentando in una intervista al Sir il crescente entusiasmo di molti ragazzi neiconfronti della maratona ‘X Files’, svoltasi nei giorni scorsi a Roma, dove centinaia di ragazzisono arrivati da tutta Italia e sono stati in fila per ore pur di non perdere la proiezione, ha dettoche “la sete di mistero manifestata dai giovani non trova ‘ristoro’ nella religione ma si indirizzaverso proposte ‘New Age’ di cui la serie ‘X Files’ è chiara espressione. Il percorso soggettivo epersonale di rifiuto della Chiesa incrocia direttamente queste proposte. Se poi pensiamoall’atmosfera di questa fine millennio, si spiega il fascino delle ambientazioni di ‘X Files’: cupe,misteriose, prive di apertura alla speranza, con un che di nichilismo disperante”.Questo, secondo Pollo, è legato anche al fatto che “la religiosità dei giovani è sempre più ditipo soggettivo. Si tratta di un rapporto con Dio privo di mediazioni con strutture ecclesiali egruppi. E’ un rapporto che si svolge all’interno della propria coscienza”. E’ per questo, ha dettoPollo, che “un progetto educativo davvero rivolto ai giovani dovrebbe permettere loro diriappropriarsi del rapporto con la memoria e con la tradizione, anche con quella cristiana. Igiovani devono poter ripensare alla propria vita come un progetto, una ‘storia’ che si inserisceall’interno di una ‘Storia’ più grande. Occorre educare ad un diverso rapporto con il tempo, chenon è solo l’oggi, il presente da ‘consumare’. Molti giovani, poi, non incontrano nella loro vitaadulti significativi mentre dovrebbero avvicinare figure di adulti accoglienti – genitori e religiosi -che siano davvero testimoni di amore, per i quali il messaggio cristiano non resti un sempliceannuncio ma si faccia vissuto concreto”.