Così ilDirettore della Caritas Italiana, don Elvio Damoli, ha definito la tratta delle donne a scopo disfruttamento sessuale, “di fronte alla quale – ha aggiunto – la Chiesa non può rimanereindifferente”. Le stime nazionali presentate oggi a Roma nel corso di una conferenza stampadal sociologo Maurizio Ambrosini confermano una presenza che oscilla tra le 19 mila e le 26mila prostitute. La regione capofila è il Lazio, con un totale di 5 mila unità di cui la metà circaopera nella sola città di Roma. A ruota segue la Lombardia dove nella provincia di Milano sicontano 2.500 prostitute. Secondo l’indagine, predomina ancora la provenienza dalla Nigeria edall’Albania dove le donne spesso molto giovani e prevalentemente nubili sono adescate daiconnazionali “con forme di coazione affettiva, economica, fisica e psicologica – ha spiegatol’esperto – da cui è poi estremamente difficile liberarsi”. Secondo la Caritas e gli organismiecclesiali che hanno promosso il seminario di studio, occorre porre in atto un’opera diprevenzione agendo sui clienti e sulle istituzioni nella consapevolezza che “se c’è un mercato -ha detto don Damoli – vuol dire che c’è una richiesta e se il fenomeno è essenzialmente unfenomeno di mafia e delinquenza organizzata come tale va trattato e combattuto”,intervenendo sui reali responsabili dello sfruttamento sessuale e non sulle vittime. Su questoproblema si terrà domani e dopodomani a Roma un seminario promosso da Caritas Italiana,Gruppo Abele, Usmi, Uisg e Migrantes.