Lo afferma una nota che appare sul prossimo numero del Sir. “Nella grande incertezza suifuturi assetti politici ed istituzionali” del nostro Paese, si legge nella nota, “si riparla di donLuigi Sturzo. Finita la Dc, la novità è che di Sturzo e di un altro importante esponente politicocattolico, don Giuseppe Dossetti, non sono più esclusivamente i cattolici a parlarne, ma ‘laici’di diversi schieramenti politici e culturali. E’ un dato comunque positivo, anche seevidentemente non disgiunto dal tentativo di ‘arruolamento’ sugli opposti fronti in questa crisidi passaggio che l’Italia attraversa.””Così – continua la nota – Dossetti è tornato a scrivere e parlare, fondando un movimentopolitico-culturale sulla Costituzione, che ha una sua visibilità tra le fronde dell’Ulivo, mentre èdi questi giorni l’iniziativa degli ‘amici di Liberal’ di rilanciare la figura di Sturzo come pensatoreliberale.” Tutto ciò, aggiunge la nota, porta a concludere che “l’identità cristiana, ed inparticolare quella cattolica, è uno dei dati ineludibili per definire e rilanciare l’identità nazionaleitaliana. Un’identità che è un bene prezioso, forse troppo a lungo trascurato, di cui tuttavia nonsi può fare a meno in un momento di cambiamento anche a livello mondiale. E’ un temaimportante anche per articolare risposte credibili al problema della ricostruzione del sistemapolitico italiano, nel quadro di una democrazia della responsabilità e dell’alternanza”.