“L’obiezione di coscienza nella prassi medica non risponde a nessun ‘normativismo’, ma è una conquista di libertà”: è quanto ha dichiaratomons. Ignazio Carrasco de Paula, Docente di Teologia Morale al Pontificio Ateneo Romanodella S. Croce e Docente di Bioetica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’UniversitàCattolica “Sacro Cuore”. Mons. Carrasco è intervenuto su “Norma naturale e coscienza inbioetica” nella terza sessione – “Bioetica e Filosofia morale” – del Congresso Internazionale”Le radici della bioetica” organizzato dal Centro di Bioetica dell’Università Cattolica inoccasione dei 10 anni di vita del Centro. Nel dibattito attuale e soprattutto nella prassi medica,il docentee ha individuato tre linee precise di atteggiamento etico: “Normativismo,decisionismo, mimetismo della coscienza individuale”. Tre principi che di fatto hanno resoancora più acuto il problema di fondo: “quali debbano essere i rapporti tra valori morali e leggecivile nella società pluralista”. Quello a cui si assiste, in mancanza di una valida “etica dellapersona”, è una “cultura schizofrenica che passa da una parte all’altra del problema: valoredel soggetto e valore dell’oggetto”, aumentando a dismisura “norme” talvolta tra loro inconflitto. Il “decisionismo”, d’altra parte, “affiancandosi ad una etica debole, che non alza maila voce” è intenzionato a risolvere nell’immediato problemi solo di interesse clinico efarmacologico” evitando qualsiasi “valutazione morale”. Per aprirsi ad una nuova visione,secondo mons. Carrasco, è necessario “il recupero della coscienza quale luogo dellatrascendenza e non solo principio regolativo”. E’ nella coscienza dell’uomo che avviene primail “giudizio morale e successivamente la decisione etica. Giudizio che si basa sulla leggenaturale che orienta l’uomo verso il bene”. Solo tale coscienza può “spingere a infrangere unanorma ritenuta ingiusta”.