L’Ucsi chiede al Parlamento una commissione di mediaetica

Il Consiglio Nazionale dell’Unione Cattolica della stampa Italiana (Ucsi), riunitosi a Roma il 17febbraio, ha sollecitato al nuovo Parlamento e alle forze politiche che preparano programmiper la prossima legislatura l’istituzione di una “Commissione nazionale di Mediaetica” perstudiare l’etica nei mass-media e suggerire interventi al legislatore. “E’ importante che siincominci a parlare di etica nei media – ha detto al Sir il segretario generale dell’Ucsi,Francesco Birocchi -. Come esiste una commissione nazionale di bioetica, perché ilParlamento ha ritenuto importante occuparsi di questi problemi in vista di interventi legislativi,così riteniamo che sia giunto il momento di occuparsi dell’etica dei mezzi di comunicazione,tutti inclusi”.”La commissione che proponiamo – ha proseguito Birocchi – non si deve sovrapporre a ciòche esiste, come il garante o il giurì dell’informazione. Essa deve pensare alle normedeontologiche dell’informazione attuale o che si svilupperà attraverso i media del futuro.Pensiamo che si debbano mettere insieme delle persone che analizzino i fenomeni al di là delfatto occasionale e che elaborino strategie per il futuro. Siamo in particolare preoccupatidell’informazione imprecisa, se non falsa, e della pressione manipolativa dei mass media,finalizzata a ottenere reazioni nell’opinione pubblica da utilizzare anche a fini politici”.Secondo l’Ucsi, “la Carta di Treviso per la protezione dei minori ha aperto la strada, ma nonbasta”, anche tenendo conto che “già in altri Paesi esiste una istituzione simile”, creata perproteggere la libertà di coscienza e il consenso democratico da “ingerenza mass-medialiingovernate, che potrebbero mettere a repentaglio i fondamenti della nostra democrazia”.