Berionne (Banca d’Italia): “Il dibattito sull’usura non deve essere selvaggio”

“Il dibattito sull’usura non deve essere selvaggio nè superficiale, nè sopraffatto da una sorta di ‘ansia di giustizia’ nei confronti del mercato – hadetto al Sir Gabriele Berionne, dirigente della Banca d’Italia, riprendendo un suo intervento alseminario di studio su “Educare all’uso responsabile del denaro” promosso lo scorso anno dalCentro Orientamento Pastorale ed i cui atti sono ora in ristampa. Secondo Berionne, “l’usuranon è un problema ma un crocevia di vari problemi: bancari, finanziari, collegati con lapubblica amministrazione e con i temi della formazione e dell’educazione. Per questo, parlaresemplicemente di tasso di interesse è una scorciatoia, per esorcizzare il problema vero.Occorre distinguere – secondo Berionne – tra il problema dell’usura e quello del costo deldenaro. Il primo è un problema di criminalità, di diritto penale. L’usura può esserci anche atasso zero, inserendo comunque altre clausole vessatorie; il costo del denaro è invece unarealtà di mercato ed è proprio la Banca d’Italia che si occupa di contenerlo. E’ per questo chedefinire un tetto al ‘tasso di interesse di usura’ non risolve il problema”. Berionne suggerisceinvece di seguire altre strade, tra cui: “introdurre l’ipotesi di reato per i dipendenti delle bancheche favoriscano, per malafede o superficialità, il ricorso all’usura; operare un più forte controllosui mediatori e i raccoglitori di crediti; superare il contrasto tra giustizia penale, che condannal’usura, e quella civile, troppo intransigente, per quanto riguarda i protesti e, infine, l’esecutivitàdegli atti nei confronti degli usurati.”