In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato circa la restituzione di 114 chiesemonumentali alle parrocchie, in virtù degli accordi di revisione concordataria, interviene mons.Pietro Garlato, vescovo di Tivoli e presidente della Consulta nazionale per i beni culturaliecclesiastici. “Mi sembra fuor di luogo – sostiene mons. Garlato – il timore di alcuniambientalisti, secondo i quali le parrocchie non avrebbero i mezzi per manutenere questi beni.In realtà, fino ad ora, lo Stato ha fatto molto poco per mantenere e restaurare gran parte diquesti edifici che ora tornano alla Chiesa”.Quanto al controllo dell’operato dei parroci che avranno la responsabilità di questi beni digrande valore, mons. Garlato ricorda che “c’è una bozza di Intesa sui beni culturaliecclesiastici che affronta questo problema. La bozza è stata elaborata da una Commissioneparitetica Stato-Chiesa italiana, a norma degli accordi di revisione concordataria. Se non cifosse stata la crisi di Governo, probabilmente l’Intesa sarebbe stata finalmente siglata daentrambe le parti. Essa stabilisce precise forme di collaborazione tra organi dello Stato e dellaChiesa per la gestione, manutenzione e restauro delle opere d’arte di proprietà ecclesiastica”.