“Se la fede viene praticata solo da un adulto su tre, i giovani rischiano di crescere atei”:questa è una delle conclusioni dell’incontro “Da grande farò l’ateo?”, di cui riferisce l’ultimonumero del settimanale diocesano ‘Gente veneta’. Intervenendo nel corso dell’incontro, il card.Marco Cè, patriarca di Venezia, ha rilevato che “la società si è estremamente secolarizzata egli adulti praticanti sono nella misura di uno a tre. Non aiutate più dal contesto sociale – hadetto il cardinale – le persone vivono come se Dio non esistesse; senza l’appoggio dellafamiglia, degli amici e della scuola, la fede del giovane è molto solitaria e poggia unicamentesul ‘sì’ personale del ragazzo”.Nel corso dell’incontro, é stata ripresa una recente ricerca commissionata alla FondazioneCorazzin dal Comune di Venezia; da essa risulta che “solo il 15% dei giovani veneziani va amessa regolarmente, uno su quattro non ci va mai, due su quattro solo alle ‘feste comandate’.Quasi il 30% non prega mai e nella scala delle ‘cose che contano’ la religione figura alpenultimo posto”. “Il credere – ha detto Alessandro Castagnaro, presidente dell’Osservatoriosocio-religioso del Triveneto – tende a manifestarsi in forme molto personali, senza troppemediazioni istituzionali”, con il rischio che, “passando dall’adolescenza all’età adulta, venganorifiutate forme impegnative di vivere l’esperienza religiosa”.