Si legge nel messaggio redatto in vista dell’8 marzo, Giornata della donna, dal Coordinamentodelle donne delle associazioni, dei movimenti e dei gruppi di ispirazione cristiana. “Nellostupro – continua il messaggio – nel fatto che nel corpo viene offesa la dignità della personafemminile, non c’è la pace. Nella pornografia, nell’uso, a fini di spettacolo, di ragazze”decorative”, di casi umani pietosi, di violenza sanguinaria, non c’è la pace. Nell’indifferenzacolpevole di fronte ad ogni male sociale, non c’è la pace. In tutte quelle situazioni in cui l’uomoè contro l’uomo e contro la sua propria umanità, non c’è la pace.”Il Coordinamento afferma perciò che “le donne gridano il loro richiamo, contro tutte quelleforme di violenza di cui è permeata la nostra società. Le donne vogliono indicare le vie cheportano alla pace: il perdono, la solidarietà, la giustizia, l’uguaglianza, la condivisione, lareciprocità. Il rifiuto della violenza è perciò il primo gesto di pace. Quando le donne rifiutano laviolenza su di sé, rifiutano di esercitare qualunque forma di violenza, nell’ambito privato comein quello pubblico, nelle forme dell’economia come in quelle della politica. A questo compito dicostruire la pace – concude il messaggio – le donne credenti sono impegnate con tutte ledonne, con tutte le persone di buona volontà”. Al Coordinamento aderiscono, tra gli altri, Acli,Age, Agesc, Agesci, Aimc, Cif, Fuci, Gioc, Meic, Mcl, Uciim e Usmi.