Sentimenti in tv: trasmissioni dannose e poca correttezza

Non si può generalizzare, ma le trasmissioni televisive giocate sui sentimenti privati possonoessere dannose per la mancanza di correttezza dei conduttori. E’ questo in sintesi il pensierodel prof. Antonio Arto, docente di psicologia dell’età evolutiva alla Università PontificiaSalesiana, intervistato dal Sir in merito alla vicenda del bambino cui è stato fatto conoscere ilpadre in televisione. La cosa più importante, ha spiegato Arto, è che “il bambino sia preparatoall’incontro, di qualunque incontro si tratti”, cosa che non è avvenuta nel caso dellatrasmissione in questione. Inoltre va curato anche il durante, nel senso che il conduttore nondeve spingere sui sentimenti “più in là di quanto l’interlocutore voglia andare. Infine va tenutopresente che “il parametro per valutare l’eticità del fatto è che abbia come finalità il bene dellapersona, non degli altri o della trasmissione”.Queste poche norme vanno considerate sia che si tratti di un minore che di un adulto. Ilconduttore dovrebbe quindi, spiega Arto, avere un concetto molto alto di persona, e un granderispetto. Dovrebbe anche avere una grande sensibilità, per non spingere più in là di quanto lapersona che gli sta di fronte è disposta ad andare”. Invece, “da un’analisi delle trasmissioni siha la chiarissima sensazione che i conduttori pilotano la storia per confermare il loro punto dipartenza. Un comportamento che sconfina nella manipolazione”.