“Trasformare i media da strumenti di massa a strumenti personalizzanti”

Un confronto tra il giornalista Beniamino Placido e l’arcivescovo di Milano, card. Carlo MariaMartini, ha aperto oggi a Milano il convegno su “la Chiesa e i media”, organizzato dallaFacoltà teologica dell’Italia settentrionale. Placido, che è stato per otto anni critico televisivoper “la Repubblica”, ha invitato la Chiesa a riproporre il suo “messaggio essenziale” attraversoi media. Troppo spesso, ha notato infatti Placido, il messaggio lanciato da vescovi e sacerdotiin Tv si riduce allo “state buoni se potete”. Ma non basta, ha detto Placido: “La comunicazioneecclesiale deve tornare all’essenzialità radicale e provocatoria del Vangelo”.Il card. Martini, che per tre anni di seguito ha dedicato il programma pastorale diocesano altema della comunicazione sociale, ha replicato ricordando che la Chiesa fin dal ConcilioVaticano II ha deciso di “investire” nei media. Pur consapevole dell’ambiguità insita in essi, laChiesa, ha detto Martini, ha raccolto la sfida di “trasformare i media da strumenti di massa astrumenti personalizzanti”. E non intende recedere da questo impegno, nonostante ledifficoltà, le sconfitte, i rischi di strumentalizzazioni. Tanto che persino il Papa, ha ricordato ilcard. Martini, riferendosi al prossimo Giubileo lo ha definito “il primo Giubileo dell’eratelematica”. Perciò, l’appello lanciato dal card. Martini a tutti gli studiosi e a tutti i credenti èquello di proporre e sperimentare sempre nuove forme di presenza della Chiesa nei media.