Questo il “drammatico” interrogativo risuonato nell'”austero” convegno su “la Chiesa e imedia” organizzato dalla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, che si conclude oggi aMilano. Il teologo e direttore del settimanale diocesano di Vercelli, don Gianni Ambrosio, harilevato che “negli anni più recenti si registra il fenomeno silenzioso e non del tutto compiutodella scomparsa dell’informatore religioso”. Già “alcuni periodici non lo prevedono più” e lostesso “sta avvenendo per la Tv e la radio”, ha notato don Ambrosio. La principaleconseguenza di questo fenomeno è che “la notizia religiosa viene comunicata alla streguadelle altre notizie”, di cronaca o di politica.Il rischio è, secondo Ambrosio, di avere “un’informazione religiosa assai più disattenta alla vitaecclesiale e alle questioni religiose”. Il giornalista “generico”, per Ambrosio, ha infattiinevitabilmente “minore competenza” nel selezionare le notizie religiose e nell’interpretarle.Per l’eventuale commento si finisce così per ricorrere agli “esperti” ed agli “opinionisti” chehanno il compito di fare da “controcanto” alle voci ecclesiali ufficiali. “Tale costruzionegiornalistica della notizia religiosa – ha concluso il teologo-giornalista – rende evidentel’incompetenza, appena camuffata da una parvenza di pluralismo, finendo per ridurredrasticamente il significato di quella notizia”.