“Occorre prendere coscienza dei motivi di ordine morale, sociale e scientifico cheimpediscono la costruzione della centrale, che rappresenterebbe di certo un grave danno perla popolazione – ha detto mons. Antonio Napoletano, vescovo di Sessa Aurunca,intervenendo nel corso di un convegno tenutosi nei giorni scorsi a Sessa Aurunca perdiscutere dell’apertura di una centrale a turbogas in sito nucleare. Secondo mons.Napoletano, “non si possono nascondere la minacce e le ambiguità di un progetto che tieneconto solo del profitto economico e che trascura l’aspetto umano dei problemi. Bisognaevitare il rischio di uno sviluppo selvaggio e distruttivo del bene della natura. La mancanza dirispetto per la vita e per la salute delle persone non può essere sottaciuta”. All’incontro sonointervenuti anche l’Arcivescovo di Gaeta, mons Vincenzo Farano, ed il vescovo di Teano-Calvi, mons. Francesco Tommasiello, che hanno dichiarato di condividere il pensiero dimons. Napoletano.Mauro Cristaldi, dell’Università ‘La Sapienza’, si è particolarmente soffermato sulleimplicazioni che la costruzione della centrale potrebbe avere sulla salute degli abitanti.Cristaldi ha aggiunto che da ricerche compiute nella zona, risultano “una serie ditrasformazioni nei caratteri genetici degli animali e dell’uomo. Questo – afferma Cristaldi – èlogica conseguenza della presenza di scorie della vecchia centrale nucleare.”